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Sony abbandona PHYSINT di Hideo Kojima: il gioco sarà distribuito e pubblicato da XBOX

XBOX produrrà e distribuirà PHYSINT, il nuovo gioco di spionaggio di Kojima Production

Sony abbandona PHYSINT, il videogioco di Hideo Kojima pensato per essere l’erede spirituale di Metal Gear, e la notizia assume un peso decisamente maggiore se osservata al di là del destino del singolo videogioco e proiettata verso il brand di PlayStation.

Innanzitutto, dalle comunicazioni ufficiali si apprende che Sony ha deciso di cancellare il gioco nel mese di giugno, con una comunicazione che avrebbe colto di sorpresa la stessa Kojima Production. Le ragioni sulla cancellazione al momento sono ignote, ma ovviamente Kojima si è immediatamente messo in moto per cercare un partner e da qui arriva l’ingresso di Microsoft nel progetto, che sta già finanziando il suo videogioco horror intitolato OD.

Secondo il nuovo accordo, il progetto sarà prodotto e distribuito da Xbox, mentre la collaborazione con Microsoft potrebbe estendersi anche alla realizzazione di film e serie TV legati all’universo di PHYSINT.

Per Xbox si tratta evidentemente di un’operazione molto importante. Portare sotto la propria etichetta un progetto di Hideo Kojima significa assicurarsi una produzione estremamente ambiziosa e, soprattutto, un nome che continua a rappresentare una delle espressioni più riconoscibili dell’autorialità giapponese nel mondo dei videogiochi.

Per Sony, invece, la questione si fa particolarmente spinosa e va a colpire soprattutto l’immagine e la percezione che il pubblico ha del brand.

Per anni Kojima ha rappresentato uno dei principali punti di contatto tra PlayStation e il Giappone. Un rapporto che non nasce semplicemente dalla collaborazione con un singolo sviluppatore, ma da una tradizione che ha contribuito in maniera decisiva a costruire l’identità stessa della piattaforma.

La chiusura di Japan Studio aveva già rappresentato una frattura importante in questo percorso. Nel corso degli anni PlayStation ha progressivamente ridotto il proprio legame con quella produzione giapponese che, soprattutto nelle prime generazioni, aveva contribuito a renderla riconoscibile sul mercato. Anche quando gli studi occidentali lavoravano sulla console, la creatività che emergeva dai prodotti preservava un legame stretto con quella cultura ludica molto orientale.

In questo scenario, PHYSINT sembrava rappresentare uno degli ultimi grandi legami rimasti con quella cultura creativa del videogioco.

Un nuovo progetto di Kojima, finanziato e pubblicato da Sony, poteva essere letto come la volontà di mantenere aperto quel rapporto con una determinata idea di videogioco giapponese: autoriale, sperimentale e difficilmente riconducibile alle sole logiche dei grandi blockbuster occidentali.

Xbox, dal canto suo, sfrutta una situazione particolarmente favorevole e si ritrova a poter trasformare un progetto nato nell’orbita PlayStation in una possibile nuova proprietà intellettuale con ambizioni anche al di fuori del videogioco.

Dal canto mio, da umile giocatore, sono contento che il gioco di Hideo Kojima sarà sicuramente accessibile a tutti su PC e non vincolato esclusivamente alla singola macchina. Una possibilità che fino a qualche ora fa, era molto indubbia dopo la decisione di Sony di abbandonare il mercato PC.

E non lo dico per un discorso di console war, ma di semplice accessibilità al prodotto.

Il delicato rapporto con Sony e il suo pubblico. Una situazione difficile

A rendere ancora più delicato il momento di Sony c’è poi il rapporto sempre più complicato con una parte della propria community.

L’annuncio secondo cui, a partire da gennaio 2028, i nuovi giochi PlayStation non saranno più prodotti su disco ha aperto una frattura importante con una parte del pubblico. Sony ha motivato la scelta con il progressivo spostamento dei consumatori verso il digitale, ma il problema non riguarda soltanto il formato: riguarda il modo in cui l’azienda comunica il futuro della propria piattaforma e il rapporto che vuole avere con chi acquista i suoi giochi.

La reazione è stata tutt’altro che marginale, al punto che il tema dei supporti fisici è diventato uno dei principali terreni di scontro tra PlayStation e la sua community. E mentre Sony ribadisce che continuerà a distribuire i giochi nei negozi attraverso formati digitali, per molti giocatori il passaggio rappresenta comunque un ulteriore allontanamento dall’idea tradizionale di possesso del videogioco.

È un problema anche di comunicazione, quindi. Perché quando un’azienda cambia progressivamente il proprio modello, non può limitarsi a spiegare perché quella scelta sia conveniente dal punto di vista industriale: deve anche riuscire a convincere il proprio pubblico che quella trasformazione non significhi perdere qualcosa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, in questo senso, è stata proprio la mail sull’aggiornamento delle condizioni contrattuali inviate agli utenti, dove la società ha fondamentalmente reiterato il messaggio che l’acquisto di un prodotto digitale non si traduce nel possesso di un bene, ma in una licenza temporanea.

Insomma, la freddezza con cui Sony ultimamente approccia i suoi consumatori è sicuramente qualcosa di assai discutibile e rischia di compromette anni di lavoro spesi nell’attenta fidelizzazione dell’utenza, soprattutto quella storica e sveglia.