Nintendo Switch 2 implementa finalmente il supporto al VRR in dock
Una delle caratteristiche tecniche più interessanti di Nintendo Switch 2 arriva finalmente anche in modalità TV.
Con il nuovo aggiornamento firmware, il Variable Refresh Rate (VRR) può essere utilizzato anche quando la console è collegata a un televisore o monitor compatibile, colmando una delle principali differenze che esistevano finora tra l’esperienza portatile e quella docked.
È una novità che personalmente aspettavo parecchio, soprattutto perché il VRR è una tecnologia che considero sempre più importante quando si analizzano le prestazioni reali dei giochi.
Nintendo Switch 2 aveva infatti già introdotto il supporto al VRR sul proprio display integrato da 7,9 pollici, un pannello LCD 1080p con HDR10 capace di arrivare fino a 120 Hz.
Ora questa possibilità si estende anche agli schermi esterni compatibili. Tuttavia, i giochi già esistenti dovranno ricevere degli aggiornamenti dedicati da parte degli sviluppatori per implementare il supporto anche agli schermi esterni.
Ma che cos’è esattamente il VRR?
Il Variable Refresh Rate è una tecnologia che permette al display di modificare dinamicamente la propria frequenza di aggiornamento in funzione del frame rate prodotto dalla console.
Normalmente uno schermo lavora a una frequenza prestabilita. Un pannello a 60 Hz, per esempio, aggiorna l’immagine 60 volte al secondo.
Il problema è che una console non necessariamente produce un nuovo fotogramma esattamente ogni 16,6 millisecondi.
Se un gioco punta ai 60 fps ma in una determinata situazione scende, per esempio, a 55 o 50 fps, il ritmo con cui vengono generati i fotogrammi non coincide più perfettamente con quello con cui il display aggiorna l’immagine.
Ed è qui che può comparire una certa irregolarità nella percezione del movimento. Il VRR modifica proprio questo meccanismo: invece di obbligare il display a mantenere una frequenza fissa, permette al refresh di adattarsi al ritmo effettivo dei fotogrammi.
Se il gioco produce un frame un po’ più lentamente, lo schermo può aspettare quel frame prima di effettuare il successivo aggiornamento.
In buona sostanza: il suo compito è fare in modo che quei 35 fotogrammi vengano presentati nel modo più coerente possibile con il ritmo con cui vengono prodotti.

