Tivoo Games
Pubblicità

Alien: Rogue Incursion Evolved Edition – Recensione

La versione flat di Alien: Rogue Incursion arriva su Nintendo Switch 2. La recensione

  • Titolo: Alien: Rogue Incursion Evolved Edition
  • Piattaforme: Switch 2, PS5, PC
  • Developer:Survios
  • Publisher: Survios
  • Distribuzione: Digitale
  • Data d’uscita: 21/4/2026

Con Alien: Rogue Incursion, l’universo degli Xenomorfi torna ancora una volta nel mondo videoludico, scegliendo però una strada diversa rispetto alla tensione pura di Alien: Isolation. L’ultima produzione firmata Survios mescola horror, azione e sopravvivenza in un’esperienza che punta meno sull’impotenza del giocatore e più sul caos disperato del combattimento ravvicinato. Su Nintendo Switch 2 ci si ritrova così a sopravvivere tra corridoi industriali soffocanti, sensori di movimento impazziti e raffiche sparate nel buio.

Concepito originariamente per la realtà virtuale e diviso in due parti — con la seconda ancora ferma nel limbo — lo sparatutto in prima persona si inserisce nel solco dei numerosi spin-off che hanno ampliato la mitologia del franchise creato da Ridley Scott nel 1979.

In questo senso, l’opera si colloca tra gli eventi dei primi due film, accennando anche a quanto raccontato in Alien: Isolation, con alcuni rimandi al personaggio di Amanda, la figlia di Ellen Ripley.

Un nuovo tassello nell’universo di Alien

La protagonista è Zula Hendricks, marine coloniale costretta a un atterraggio d’emergenza sul remoto pianeta minerario Purdan dopo aver risposto alla richiesta d’aiuto di un ex compagno di squadra. Accompagnata da un sintetico di supporto, Zula esplora una struttura ormai sprofondata nel caos: cadaveri disseminati nei corridoi, registrazioni audio, terminali da consultare, porte bloccate e, naturalmente, una quantità decisamente poco rassicurante di Xenomorfi pronti a sbucare da ogni condotto di aerazione.

Il lavoro dello sviluppatore, che tradisce più volte le origini VR dell’opera attraverso una particolare enfasi sulle interazioni in prima persona, funziona bene e riesce fin da subito a evocare l’immaginario tipico della saga cinematografica. Per costruire delle buone atmosfere in un prodotto ambientato nell’universo di Alien esistono infatti alcune regole non scritte: apparecchiature anacronistiche, interfacce rétro-futuristiche e un sound design immediatamente riconoscibile.

Se il gioco supera abilmente questa prova fin dai primi minuti, la protagonista fatica invece a lasciare davvero il segno. Zula assolve il ruolo di motore narrativo che spinge il giocatore a proseguire nell’esplorazione della struttura, ma non riesce mai a emergere del tutto come personaggio. Nemmeno il tentativo di approfondire il rapporto tra umano e sintetico convince pienamente, soprattutto perché la donna affronta gli eventi con eccessiva passività. Alcuni momenti che potrebbero ribaltare la narrazione mettendola in situazioni particolarmente precarie vengono vissuti con poca incisività e, senza un vero pregresso sul suo passato, diventa difficile affezionarsi a lei.

Laddove manca il carisma della protagonista, compensa però un mondo di gioco in larga parte convincente, trasposto su Switch 2 preservando buona parte della sua autenticità estetica e sonora.

Realizzato in Unreal Engine 5, il gioco non tradisce mai il rétro-futurismo del film di Scott, mantenendo anche quel senso di isolamento che lo sviluppatore sfrutta a proprio vantaggio per costruire una progressione legata ai canoni basilari del survival horror: risoluzione di enigmi, puzzle piuttosto semplici e gestione delle risorse.

È importante precisare, però, che Rogue Incursion non punta mai a replicare la filosofia di Alien: Isolation. Qui non ci troviamo di fronte a un survival horror costruito sulla totale vulnerabilità del giocatore. L’approccio è decisamente più orientato all’azione e abbraccia la filosofia amata e odiata di Aliens di James Cameron, dove gli Xenomorfi finiscono spesso per diventare carne da cannone.

Le creature, seppur insidiose, si possono gestire con relativa facilità alternando le varie bocche da fuoco a disposizione della protagonista. La nota dolente, semmai, è rappresentata da un’intelligenza artificiale piuttosto debole, con mostri che si bloccano tra le pareti o, in alcuni casi, restano sospesi nei cunicoli della base.

L’esplorazione rappresenta una componente importante dell’esperienza e scandisce tutte le basi del genere. La produzione resta comunque lineare per la maggior parte del tempo, proponendo obiettivi chiari da seguire. La sensazione, tuttavia, è che lo sviluppatore abbia deciso di prolungare artificialmente l’avventura ricorrendo a soluzioni di ripiego che finiscono per diluire il ritmo: backtracking frequente, orde di nemici riproposte con maggiore insistenza e lunghe sezioni in cui bisogna trasportare oggetti da un punto A a un punto B. Probabilmente l’intento era quello di raggiungere una durata complessiva compresa tra le otto e le nove ore, ma l’allungamento artificioso dell’esperienza finisce inevitabilmente per penalizzarne il ritmo generale. Un errore in cui, del resto, era caduto anche Alien: Isolation.

Considerando la natura del progetto, nato inizialmente come esperienza VR, e il prezzo budget con cui viene proposto, Alien: Rogue Incursion riesce comunque a reggersi dignitosamente sulle proprie gambe come esperienza completa. Certo, resta l’incognita di una seconda parte che potrebbe addirittura non arrivare mai, ma anche preso singolarmente il gioco restituisce la sensazione di un pacchetto tutto sommato soddisfacente.

L’adattamento su Switch 2

Alien: Rogue Incursion si aggiunge alla lista dei titoli in Unreal Engine 5 convertiti per Nintendo Switch 2.

Nonostante gli iniziali timori, la conversione ha regalato qualche sorpresa positiva. Il gioco propone infatti due modalità grafiche distinte: una Quality Mode che privilegia illuminazione, ombre ed effetti ambientali, e una Performance Mode che punta invece al target dei 60 fps. Quest’ultima rappresenta probabilmente la scelta migliore durante il gameplay più concitato, perché rende gli scontri contro gli Xenomorfi molto più fluidi e leggibili, anche se questo comporta la perdita di diversi effetti visivi che ridimensionano sensibilmente l’impatto atmosferico.

Inoltre, l’uso particolarmente aggressivo del DLSS nella modalità prestazioni genera diversi artefatti visivi e, in alcune circostanze, persino bug legati alle fonti d’illuminazione. Il target dei 60 fotogrammi al secondo non viene quasi mai raggiunto stabilmente e qualche fenomeno di stuttering — ormai tipico di molte produzioni in Unreal Engine 5 — continua a farsi sentire.

La modalità qualità resta quindi la scelta più consigliata, non solo perché restituisce un’atmosfera molto più convincente grazie a una gestione migliore delle luci dinamiche, degli effetti volumetrici e delle ombre ambientali, ma anche perché il ritmo generalmente più ragionato dell’esperienza permette di tollerare più facilmente un framerate inferiore nei combattimenti più frenetici.

La natura VR del gioco originale si sposa inoltre molto bene con alcune delle feature di Switch 2 legate ai motion control. Questa versione supporta sia il puntamento gyro sia i controlli mouse tramite Joy-Con 2. Il giroscopio funziona particolarmente bene — probabilmente anche grazie alle fondamenta VR del progetto — e permette di rifinire la mira durante gli scontri più caotici senza risultare invasivo.

Anche la modalità mouse dei Joy-Con 2 è stata integrata con grande naturalezza: basta appoggiare il controller su una superficie e il gioco passa automaticamente a un sistema di puntamento simile a quello PC, senza necessità di modificare impostazioni o menu.

Infine, va segnalato quello che rappresenta probabilmente l’elemento più straniante della conversione: i lunghi tempi di caricamento.

Se Switch 2 ci ha abituati a caricamenti generalmente molto rapidi, Rogue Incursion compie qualche passo indietro. L’attraversamento di alcune sezioni della base, mascherato dalle classiche aperture dei portelloni, può superare anche i 20 secondi e, dai test effettuati, i tempi sembrano variare anche in base alla modalità grafica selezionata. Il problema sembra quindi legato soprattutto al caricamento degli asset, che gravano in maniera diversa sull’hardware della console.

Commento finale

Alien: Rogue Incursion porta inevitabilmente con sé le tracce delle proprie origini VR, e questo emerge chiaramente in diversi aspetti dell’esperienza. Dall’interazione con i terminali alla struttura degli ambienti, fino al modo in cui vengono costruiti tensione e combattimenti, il gioco conserva quell’impostazione immersiva e “fisica” tipica delle produzioni nate per la realtà virtuale. In alcuni momenti questo rappresenta un valore aggiunto, soprattutto grazie all’atmosfera opprimente, all’audio eccellente e alla costante sensazione di trovarsi intrappolati all’interno della struttura infestata. In altri, però, emergono anche alcuni limiti: il combat system resta piuttosto essenziale, certe interazioni appaiono semplificate e alcuni ritmi di gioco tradiscono chiaramente la loro natura originaria.

Nonostante questo, la conversione su Nintendo Switch 2 funziona sorprendentemente bene. Il supporto ai controlli gyro e alla modalità mouse dei Joy-Con 2 aiuta persino a mantenere viva parte di quella componente immersiva pensata inizialmente per il VR gaming, rendendo l’esperienza più coinvolgente rispetto a un classico shooter tradizionale.

VOTO: 7.0

Pro

  • Atmosfera eccellente e fedele all’universo di Alien
  • Sound design
  • Buon mix tra horror e azione
  • Ottimo utilizzo di gyro e controlli mouse su Switch 2
  • Esplorazione piacevole e ricca di dettagli narrativi
  • Conversione tecnicamente solida nonostante le origini VR

Contro

  • Gli Xenomorfi perdono parte della loro minaccia nel lungo periodo
  • Bug grafici e una IA ben poco responsiva
  • Protagonista poco memorabile
  • Puzzle e interazioni molto semplici
  • Tempi di caricamento troppo lunghi
  • Parte finale molto diluita