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Capes – Recensione (Steam Deck)

Spitfire Interactive ci prova con Capes, uno strategico a tema supereroi

  • Titolo: Capes
  • Piattaforme: Steam, Xbox, PlayStation, Switch
  • Developer: Spitfire Interactive
  • Publisher: Daedelic Entertainment
  • Distribuzione: Digitale
  • Data d’uscita: 13/05/2024

Non sono molti gli strategici a tema supereroi in circolazione. L’ultimo in tal senso, che è stato un clamoroso flop commerciale è stato l’ottimo Midnight Suns basato sull’omonima licenza Marvel, firmato dagli autori della serie XCOM.

In questo solco cerca di emergere il nuovo Capes, uno strategico realizzato da Spitfire Interactive, uno studio composto da quattro ex-sviluppatori di Defiant Development studio dietro all’apprezzato Hand of Fate.

Pubblicato con il supporto di Daedalic Entertainment, l’opera prima di questa piccola squadra di sviluppatori è un chiaro omaggio al genere degli strategici su griglia e inizialmente potrà sembrare un prodotto molto vicino agli stilemi della già citata serie XCOM, tuttavia qui si è dovuta fare di necessità virtù.

A parte alcuni evidenti rimandi a XCOM e di riflesso, proprio a Midnght Suns, Capes è una produzione più piccola e lineare, una sorta di succo concentrato del genere, che elimina tutti gli elementi di contorno relativi alla personalizzazione e in larga parte proprio alla gestione del party.

I villain hanno vinto 

Le vicende di Capes sono ambientate in un mondo originale che reinventa in chiave alternativa gli eroi. La storia è ambientata circa vent’anni dopo l’ascesa e la vittoria dei supercriminali. Da allora, hanno creato una città distopica dove avere superpoteri è un crimine. Un gruppo di essere dotati di superpoteri decide di mettere in atto un piano di ribellione e svelare i segreti della Compagnia che tiene sotto scacco la città.

Dal punto di vista narrativo è meglio tirarsi il dente da subito: la storyline di Capes non è di quelle memorabili e anzi, si adagia e prende il meglio e peggio di tutti i cliché legati al genere supereroistico, ricordando in maniera molto marginale le storie legate al mondo degli X-Men, ma siamo ben lontani dalle tematiche politiche e sociali dei mutanti. Le ispirazioni al pantheon supereroistico però sono evidenti e bastano a creare uno scenario d’accompagnamento al gameplay che possa essere immersivo per gli appassionati dei fumetti.

La stessa progressione narrativa viene scandita attraverso vignette a fumetti, alternate a qualche sequenze realizzata in engine. I compromessi in tal senso sono evidenti, con il team che ha dovuto lavorare molto sui limiti delle risorse a loro disposizione, ma dove indubbiamente Capes mostra i suoi muscoli è nell’apparato ludico, che propone un gameplay strategico particolarmente hardcore, pronto a punire ogni errore nella gestione dei personaggi sulla griglia.

La curva di apprendimento dei vari eroi che si uniranno al gruppo con l’avanzare della storia sarà ripida, al punto che anche al livello di difficoltà casual, il gioco non ammette troppi errori. Si tratta di un pregio tanto quanto di un difetto perché a conti fatti abbiamo notato degli evidenti strafalcioni nella gestione del bilanciamento, cosa di cui il team di sviluppo ha già fatto sapere di essere al corrente, con nuove opzioni di difficoltà e bilanciamenti che arriveranno più avanti.

La dimensione degli stage invece ricorda quella di Midnight Suns, con scenari abbastanza contenuti nei quali bisogna imparare a gestire in maniera strategica (passateci il gioco di parole) il posizionamento. Ogni personaggio però è un “piccolo mondo a sé” fatto di abilità uniche che danno sempre un twist diverso agli scontri ed è anche la ragione dietro alla curva di difficoltà ripida del gioco, che spesso spinge l’utente a studiarne meticolosamente le sinergie a colpi di trial and error. Una soluzione non esattamente piacevole, anche se è particolarmente ingegnosa l’idea di eliminare

Per esempio ci sono eroi che possono teletrasportarsi saltando più caselle, altri possono fare le veci dei tank creando corazze in cristalli e attirare su di loro le attenzione dei nemici o meglio ancora, sfruttare la telecinesi per sfruttare a proprio vantaggio le capacità delle pedine nemiche. Le potenzialità del sistema sono tante e il focus sulle sinergie tra i poteri è effettivamente ciò che ci si aspetterebbe da una produzione che coniuga eroi e strategia. In tal senso gli sviluppatori hanno scelto anche di eliminare le percentuali di successo nei colp, eliminando alla radice l’elemento della fortuna per indirizzarlo tutto alle sinergie, l’assorbimento dei danni e il movimento.

A pagarne lo scotto però, ribadiamo, è l’eccessivo trial and error che può rendere eccessivamente tedioso l’avanzamento.

Interessante poi la meccanica legata al disarmo, che aggiunge ulteriore pepe alla strategia, dato che i nemici possono contare su bocche da fuoco e armi bianche particolarmente pericolose, soprattutto quando in squadra si hanno degli eroi dalla scarsa resistenza. Il disarmo però avviene solo quando si raggiunge la casella adiacente e quindi ancora una volta il posizionamento diventa essenziale.

Pur eliminando la parte gestionale a la XCOM, Capes mantiene comunque un sistema di crescita dei personaggi, con un piccolo HUB dedicato al potenziamento delle abilità e lo sblocco di nuove che andranno ad arricchire le opzioni strategiche a disposizione di ciascuno degli eroi. I punti SP da investire nello sblocco si ottengono completando una serie di sfide uniche per ciascun personaggio, andando in un certo senso a incentivare la ripetizione di attività già fatte per specializzare il proprio roster di eroi.

Comparto tecnico

Il nostro test con Capes si è tenuto interamente su Steam Deck, dove il gioco si è dimostrato particolarmente solido. Inoltre, lo sviluppatore ha realizzato una versione Linux dedicata, cosa che gli ha permesso di ottenere il bollino verde “Verificato” e infatti dal punto di vista della stabilità e la fluidità, il gioco non soffre di particolari problemi.

Piuttosto, i limiti di Capes si possono osservare negli evidenti limiti della mole poligonale, ma più in generale dello scarso dettaglio delle mappe, a cui cerca di fare da contraltare uno stile artistico più cartoonesco. Nonostante gli evidenti sforzi nel dare una personalità ai personaggi, questi non riescono mai ad allontanarsi dall’idea di essere delle copie sbiadite di icone DC e Marvel ben più popolari.

Commento finale

Capes è una produzione che sfrutta le limitazioni di design a proprio vantaggio per dare in pasto ai giocatori uno strategico punitivo e molto hardcore, dove la fortuna e le percentuali di successo spariscono in favore del posizionamento, assoluto ago della bilancia all’interno delle missioni. Questa scelta, buona sulla carta e funzionale anche nel pratico, tende a rendere l’esperienza frustrante e troppo vincolata al trial and error, quasi come se certe missioni fossero degli anagrammi da decifrare per portare a casa la vittoria.

VOTO: 7.0

Pro

  • I supereroi in chiave strategica sono sempre interessanti
  • Uno strategico profondo, dove ogni personaggio e un mondo a sé tutto da studiare per creare le migliori sinergie in combattimento
  • La rimozione delle percentuali di successo è il vero twist del gameplay. Il posizionamento è centrale…

 Contro

  • …ma questo rende certe missioni troppo trial and error. Quasi dei puzzle mascherati che cozzano con l’idea di quello che dovrebbe essere uno strategico.
  • Picchi di difficoltà dettati da un bilanciamento non sempre brillante
  • Il mondo di Capes non lascia il segno, è tutto molto anonimo